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venerdì 27 dicembre 2013

Ben Stiller e "I sogni segreti di Walter Mitty"

The secret life of Walter Mitty













Titolo originale The Secret Life of Walter Mitty
Regia: Ben Stiller
Scritto da: James Thurber
Musica composta da: Theodore Shapiro
Cinematografia: Stuart Dryburgh
Cast: Sean Penn, Ben Stiller, Kristen Wiig, Shirley MacLaine, Adam Scott, Kathryn Hahn
Regia: Ben Stiller
Titolo: I sogni segreti di Walter Mitty
Prima data di uscita: 25 dicembre 2013 (Stati Uniti d'America)
Durata: 114 min



Perché a volte preferisco vivere un’emozione in maniera diretta piuttosto che dietro l’obiettivo, così mi capita di non scattare e restare a guardare, Sean O’Connell

Quando ero piccola trascorrevo ore e ore a sognare, a visualizzarmi nel mio futuro glorioso. Poi è successo qualcosa, la discrepanza tra la vita reale e le mie fantasie è diventata intollerabile e io inconsciamente ho ucciso i miei sogni.
Me ne sono resa conto la vigilia di Natale, quando, avendo finito il master, avendo già pulito casa, non dovendo cucinare ne’ fare la spesa, sono rimasta intrappolata in casa dalla pioggia. Mi sono stesa sul divano per riposarmi, ma di dormire non se ne parlava proprio. Per occupare quell’oretta che mi separava dal cenone con amici e parentado mi sono sforzata di fare un sogno ad occhi aperti, di visualizzare il mio futuro, così come avevo letto su una rivista di psicologia. Non ce l’ho fatta e la cosa mi ha sconvolto.
Come può una persona rimanere talmente intrappolata nel presente, e forse in parte anche nel passato, da non riuscire neanche ad immaginarsi tra un anno?

Ci ho riprovato il giorno dopo e, con grande fatica, ho cominciato a vedere qualcosa. Dapprima me stessa in una versione più snella e brillante, poi un uomo nel mio appartamento che mi osserva seduto sul divano mentre gioco con una bambina, già grande, sui quattro-cinque anni. Niente di straordinario forse per qualcuno, ma per me che non faccio che pensare a libri, film, marketing e comunicazione digitale e social network è stato tanto. Vuoi vedere che al di là del mio naso c’è un mondo?

Poi arriva il 26 dicembre e il problema si ripropone: come la trascorro quest’intera giornata? Decido di andare al cinema con degli amici e il caso vuole che anche il film votato dalla maggioranza sia una nuova spinta a buttarsi e a riprendere sognare e a pretendere dalla vita quello che desideriamo.

Un uomo qualunque sospeso tra una grigia realtà e una spericolata fantasia è infatti il protagonista al centro di The Secret Life of Walter Mitty, la quinta prova di regia per Ben Stiller dopo Zoolander, Tropic Thunder, Giovani carini e disoccupati e Il Rompiscatole.
Interpretato da un Ben Stiller ormai fuori dagli stretti panni del semplice attore comico, il film è un inno alla vita e un sottile invito a esistere tratto dal breve racconto The Secret Life of Walter Mitty dello scrittore-disegnatore James Thurber, scritto nel 1939 per il New Yorker (il film ne è il secondo adattamento cinematografico dopo quello del 1947 con Danny Kaye, Virginia Mayo e Boris Karloff).

Ma chi è Walter Mitty?
Walter Mitty è uno di noi, in fondo. Semplice, timido e riservato, un po' impacciato, e per questo sempre in difficoltà nei rapporti interpersonali, Mitty è una specie di “topo d’archivio” che si occupa della gestione dell’immenso archivio fotografico della rivista Life (lo stesso giornale dove un giovane Stanley Kubrick faceva i suoi primi scatti da fotoreporter, prima di diventare un regista). Segretamente innamorato della collega Cheryl (interpretata da Kristen Wiig), Mitty spezza la sua apatica esistenza sognando a occhi aperti un mondo elettrizzante in cui è il protagonista di imprese emozionanti, dove tutto va per il meglio e la vita è entusiasmante, finchè, spinto dalla minaccia di un possibile licenziamento dovuto al passaggio della testata dal cartaceo all’online - e al conseguente ridimensionamento dello staff - , prende finalmente l’occasione al volo e decide di gettarsi nella vita.

Il pretesto è il recupero della fotografia speciale che farà da copertina all'ultimo numero da pubblicare, lo scatto migliore che il fotoreporter Sean O’Connel (interpretato da Sean Penn) gli ha inviato appositamente per l’ultima uscita della rivista in quanto a suo dire cattura la quintessenza di Life magazine. Ma il negativo dell'immagine non si trova così facilmente, e Walter dovrà rincorrere per tutto il globo le tracce del misterioso artista, da New York all’Islanda utilizzando gli altri negativi in suo possesso come traccia: si tratterà di un viaggio fantastico che permetterà al protagonista di trovare il proprio posto nel mondo e i toccare con mano la propria esistenza.

Una volta trovato Sean O’Connell, emblema del foto-documentarismo pre-digitale duro a morire, il reale e il virtuale, la vita e la fantasia si incontrano per un istante, come esprime alla perfezione Sean Penn nel momento in cui decide di non immortalare il fatidico gatto fantasma che ha atteso per ore e ore dietro l’obiettivo «Perché a volte preferisco vivere un’emozione in maniera diretta piuttosto che dietro l’obiettivo, così mi capita di non scattare e restare a guardare»



giovedì 21 novembre 2013

"La promessa": ovvero quando Sean Penn è tornato a sorprendermi




"Ho fatto una promessa Eric; tu hai l'età per ricordarti di quando questo contava"
Detective Jerry Black (Jack Nicholson)


Titolo originale: The Pledge
Anno: 2001
Genere: drammatico
Regia: Sean Penn
Soggetto: Friedrich Dürrenmatt
Sceneggiatura: Jerzy Kromolowsky, Mary Olson-Kromolovski
Fotografia: Chris Menges


Produttore: Michael Fitzgerald, Sean Penn, Elie Samaha
Musiche: Klaus Badelt, Hans Zimmer
Interpreti e personaggi:
Jack Nicholson: Jerry Black
Robin Wright Penn: Lori
Patricia Clarkson: Margaret Larsen
Benicio del Toro: Toby Jay Wadenah

Ogni tanto non riuscire a dormire porta a grandi risultati. Questa notte sono incappata per caso in un vecchio film diretto da Sean Penn e, memore di Into the wild (altro film in cui si è cimentato nei panni di regista), ho optato per l'abbandono definitivo del mio stato di fastidioso dormiveglia per concentrarmi interamente su questo gioiellino.

Ispirato all'omonimo romanzo poliziesco di Friedrich Dürrenmatt, La promessa (The Pledge) è un film che, al contrario del libro, è ambientato nella provincia americana dei nostri giorni, fra le montagne del Nevada.

Qui, Jerry Black (Jack Nicholson), un poliziotto ossessionato dal brutale omicidio di una bambina, non è soddisfatto di come si è conclusa l'indagine, ovvero con il semplice arresto di un balordo (che in realtá non centrava niente e che si uccide nel commissariato).
Per questa frustrazione che non gli fa trovare pace, Black inizia una silenziosa caccia all'uomo: si ritira nella zona, compra un distributore di benzina in cui lavora in solitudine, conosce la barista del posto, con cui va a vivere e aspetta che il folle si faccia di nuovo vivo pensando ogni momento a lui.

Insieme alla donna, nella vita dell'ex poliziotto entra anche la figlia di lei (dell'età delle bimbe uccise) , di cui Black, ossessionato dall'uomo, non esita a servirsi come esca per poi mandare definitivamente la sua vita a rotoli e precipitare nella follia.

Trama a parte, il film, presentato in concorso al 54º Festival di Cannes, non può essere definito un tipico giallo: il lirismo dell’atmosfera, la direzione di Sean Penn e la magistrale presenza dell'istrionico Jack Nicholson rendono La promessa (The Pledge) un film da non perdere dove nulla viene lasciato al caso ed ogni cosa è intrisa di denso significato.

A partire dalle immagini-cartolina distribuite nella pellicola, compresa l'immagine del finale con cui inizia il film, in cui corvi (simbolo funereo) che volano in un paesaggio soleggiato ripreso in dissolvenza, ti fanno immergere prepotentemente nell'atmosfera che Sean Penn vuole ricreare.

"PELLE" di Erica Zanin

"PELLE" di Erica Zanin
Un romanzo in vendita su www.ilmiolibro.it

"PELLE", il mio primo romanzo che consiglio a tutti!

Siamo nella Milano dei giorni nostri, in quella zona periferica che da Greco conduce a Sesto San Giovanni. In un autobus dell'ATM, un autista, ormai stanco del suo lavoro, deve affrontare una baby gang che spaventa i suoi passeggeri. Si chiama Bruno ed è uno dei tanti laureati insoddisfatti costretti a fare un lavoro diverso da quello da cui ambivano: voleva fare il giornalista e invece guida l'autobus nella periferia di Milano. Ma non gli dispiace e non si lamenta. E' contento lo stesso: è il re del suo autobus e i suoi passeggeri sono solo spunti interessanti per i racconti che scrive. Li osserva dallo specchietto retrovisore, giorno dopo giorno, li vede invecchiare, li vede quando sono appena svegli e quando tornano dal lavoro stanchi morti, e passa il tempo ad immaginarsi la loro vita. Finché nella sua vita irrompe Margherita, con la sua vita sregolata, con i suoi problemi di memoria, con i suoi segreti. E tutto cambia. Fuori e dentro di lui.