Autore: Giulia Baldelli
Data di pubblicazione: 20 Gennaio 2022
Casa editrice: Guanda
Pagine: 448
Prezzo di copertina: 19,00 euro
“Non vorrei essere nei panni di Mattia, nella testa di Cristi e nemmeno nel tuo cuore.”
Giulia Baldelli esordisce nella narrativa italiana con L'estate che resta, un romanzo su due amori malati, quello tra Giulia e Cristi e quello tra Mattia e Cristi. Due amori che vanno avanti per tutta la vita, che intanto scorre a lato di queste storie, andando oltre i confini dello spazio e del tempo.
Quattrocentoquarantadue pagine che scorrono sempre più veloci, grazie a una scrittura penetrante, che ti trascina nell’estate degli anni ’90 in un piccolo paese delle Marche, da cui parte tutto e che ti emoziona facendoti rivivere la storia dei tre ragazzi raccontata dalla voce narrante di Giulia.
Si incontrano da bambine Lei e Cristi, una ragazzina secca secca che ogni estate Lilli scarica a casa della nonna Ida, e il loro rapporto si trasforma in qualcosa di più di una semplice amicizia che Giulia deve spartire con Mattia, un bambino biondo spuntato dal nulla.
Entrambi, Giulia, determinata e razionale, e Mattia, coraggioso e sfuggente, subiscono il fascino di Cristi, così fragile e così selvatica, con una bellezza diafana e uno spirito ribelle schiacciato dal peso dell’abbandono.
Ne nascerà un amore ossessivo che, per sopravvivere, scenderà a compromessi, un sentimento autentico e devastante che non tiene conto del tempo e delle distanze, tanto che, dopo aver imparato con fatica a saper stare lontano da una rapporto che sa fare male, Giulia adulta ritroverà gli altri due protagonisti nel paese dove tutto è cominciato. Ma tutto sarà diverso.
Una storia di ossessioni e compromessi che legherà per sempre le vite appassionate dei tre protagonisti, intervallata dai rapidi flussi di coscienza di Giulia, che fanno da intermezzo a dialoghi concitati, in cui emerge tutta la forza dei sentimenti vissuti in quest’età.
Un’ambientazione che si riesce a toccare con mani, fatta di casette diroccate in cima alla città vecchia, il giardino con l’albicocco, il fiume, il bosco e una pozza che nasconde segreti nascosta in mezzo a una radura; una scrittura scorrevole che più vai avanti e più ti rendi conto che è impossibile abbandonare.
“Ripenso ai cani e ai gatti selvatici della radura, che scelgono di non fare ritorno. A chi si dispera aspettandoli invano. Guardo l’erba rasata sotto i piedi. Sono nel giardino della mia casa d’infanzia, un uomo mi ha appena confessato quanto si può essere deboli nell’amare chi per natura non ti appartiene. Poi c’è River che è di nuovo qui e una bambina mi sta dicendo che non ha mai smesso di cercare la via di casa. Tutto questo è adatto a me. Magari è ordinario ma è come me. Non imparerò mai a dondolarmi sui fichi, non correrò nelle strade con lo zaino pieno di esplosivo, non farò mai giuramenti d’amore nelle acque torbide di una pozza.”