giovedì 21 novembre 2013

"La promessa": ovvero quando Sean Penn è tornato a sorprendermi




"Ho fatto una promessa Eric; tu hai l'età per ricordarti di quando questo contava"
Detective Jerry Black (Jack Nicholson)


Titolo originale: The Pledge
Anno: 2001
Genere: drammatico
Regia: Sean Penn
Soggetto: Friedrich Dürrenmatt
Sceneggiatura: Jerzy Kromolowsky, Mary Olson-Kromolovski
Fotografia: Chris Menges


Produttore: Michael Fitzgerald, Sean Penn, Elie Samaha
Musiche: Klaus Badelt, Hans Zimmer
Interpreti e personaggi:
Jack Nicholson: Jerry Black
Robin Wright Penn: Lori
Patricia Clarkson: Margaret Larsen
Benicio del Toro: Toby Jay Wadenah

Ogni tanto non riuscire a dormire porta a grandi risultati. Questa notte sono incappata per caso in un vecchio film diretto da Sean Penn e, memore di Into the wild (altro film in cui si è cimentato nei panni di regista), ho optato per l'abbandono definitivo del mio stato di fastidioso dormiveglia per concentrarmi interamente su questo gioiellino.

Ispirato all'omonimo romanzo poliziesco di Friedrich Dürrenmatt, La promessa (The Pledge) è un film che, al contrario del libro, è ambientato nella provincia americana dei nostri giorni, fra le montagne del Nevada.

Qui, Jerry Black (Jack Nicholson), un poliziotto ossessionato dal brutale omicidio di una bambina, non è soddisfatto di come si è conclusa l'indagine, ovvero con il semplice arresto di un balordo (che in realtá non centrava niente e che si uccide nel commissariato).
Per questa frustrazione che non gli fa trovare pace, Black inizia una silenziosa caccia all'uomo: si ritira nella zona, compra un distributore di benzina in cui lavora in solitudine, conosce la barista del posto, con cui va a vivere e aspetta che il folle si faccia di nuovo vivo pensando ogni momento a lui.

Insieme alla donna, nella vita dell'ex poliziotto entra anche la figlia di lei (dell'età delle bimbe uccise) , di cui Black, ossessionato dall'uomo, non esita a servirsi come esca per poi mandare definitivamente la sua vita a rotoli e precipitare nella follia.

Trama a parte, il film, presentato in concorso al 54º Festival di Cannes, non può essere definito un tipico giallo: il lirismo dell’atmosfera, la direzione di Sean Penn e la magistrale presenza dell'istrionico Jack Nicholson rendono La promessa (The Pledge) un film da non perdere dove nulla viene lasciato al caso ed ogni cosa è intrisa di denso significato.

A partire dalle immagini-cartolina distribuite nella pellicola, compresa l'immagine del finale con cui inizia il film, in cui corvi (simbolo funereo) che volano in un paesaggio soleggiato ripreso in dissolvenza, ti fanno immergere prepotentemente nell'atmosfera che Sean Penn vuole ricreare.

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Siamo nella Milano dei giorni nostri, in quella zona periferica che da Greco conduce a Sesto San Giovanni. In un autobus dell'ATM, un autista, ormai stanco del suo lavoro, deve affrontare una baby gang che spaventa i suoi passeggeri. Si chiama Bruno ed è uno dei tanti laureati insoddisfatti costretti a fare un lavoro diverso da quello da cui ambivano: voleva fare il giornalista e invece guida l'autobus nella periferia di Milano. Ma non gli dispiace e non si lamenta. E' contento lo stesso: è il re del suo autobus e i suoi passeggeri sono solo spunti interessanti per i racconti che scrive. Li osserva dallo specchietto retrovisore, giorno dopo giorno, li vede invecchiare, li vede quando sono appena svegli e quando tornano dal lavoro stanchi morti, e passa il tempo ad immaginarsi la loro vita. Finché nella sua vita irrompe Margherita, con la sua vita sregolata, con i suoi problemi di memoria, con i suoi segreti. E tutto cambia. Fuori e dentro di lui.