mercoledì 2 dicembre 2009

NEL PAESE DELLE CREATURE SELVAGGE

Max è s

oltanto un bambino irrequieto in cerca di attenzioni, che deluso da una mamma impegnata in nuove storie sentimentali e dalla sorella maggiore, ad un certo punto scoppia. Eh…Dio come riduce la camera della sorella!

Insofferente verso ogni cosa, dopo avere tirato un bel morso al braccio della povera madre, scappa di casa.

Ed ecco che in me scocca il deja vu, nel senso che il morso, quello vero, me lo sono beccato anch’io mooolto moooolto tempo fa da un altro bambino irrequieto, ovvero quel vampiro di mio fratello. Un dolore incredibile e un bel cerchio viola con una simpatica cornicetta stampato sul braccio per una buona settimana. Vorrei soltanto sottolineare che, ovviamente, come potete bene immaginare, io non avevo fatto assolutamente niente per provocarlo!

Va beh, comunque, ritornando al film, Max finisce su una barca a vela con cui attraversa acque dapprima calme, ma poi sempre più agitate, fino a quando viene sbattuto da una corrente indomabile su un’isola sconosciuta.

In questa nuova terra vivono degli spaventosi, ma anche simpatici e teneri mostriciattoli che offrono a Max la loro amicizia, senza neanche dubitare della veridicità delle storie raccontate da lui, lo incoronano loro re e gli affidano una missione importante: spazzare via la tristezza dalla loro vita.

Ma la verità viene sempre a galla. E mica vi posso raccontare tutto però!

Comunque, la cosa bella è che tutto questo nasce da un libricino illustrato da bambini di poche paginette di Max Sendack, Where the wild things are. Solo che Spike Jonze (regia) e Dave Eggers (sceneggiatura), ci hanno messo ben 7 anni per trasformare quelle stesse pagi

ne in pellicola.

Uno sforzo che, a mio modestissimo parere, ne è valso la pena.

Altra particolarità: su http://weloveyouso.com potete trovare un interessantissimo blog, una sorta di diario di produzione dove seguire i lavori dei due esseri mitologici nominati sopra (Jonze e Eggers)

Insomma, bello bello bello, anche per i grandi, ovviamente!



martedì 1 dicembre 2009

Grazie a tutti per aver partecipato alla presentazione di "Pelle"!


Riguardo le foto e quasi mi commuovo.
La prima presentazione di "PELLE" è andata più che bene. Me ne sono accorta soltanto riguardando le foto. E' stato solo a quel punto che ho vissuto finalmente quel momento, perché mentre parlavo, cercando di inserire faticosamente in quelle poche parole tutto il mio ingombrante essere, ero troppo concentrata per poter lasciarmi andare ai sentimenti. Troppo coinvolta.

Proprio per questo, grazie. Grazie a tutti! Parlare del mio romanzo
davanti ad un pubblico così interessato (almeno in apparenza) è stato veramente
emozionantissimo.
Devo proprio ammettere che, come prima esperienza, non è venuta affatto male.

Proprio per questo, arrivati a questo punto, i
ringraziamenti sono d'obbligo:
grazie Mirko per avere lanciato l'idea, grazie Giorgio per aver accettato il ruolo di presentatore, grazie Manu (la mia fotoreporter di fiducia), grazie Antonella e Vit (per l'organizzazione del backstage), insomma grazie a tutti quelli che hanno partecipato, per lo meno col pensiero!

Per il resto, penso che le immagini siano abbastanza eloquenti di per se stesse!

Sorrisi e gioia immensa.

E.............................................alla prossima! (I hope)





"PELLE" di Erica Zanin

"PELLE" di Erica Zanin
Un romanzo in vendita su www.ilmiolibro.it

"PELLE", il mio primo romanzo che consiglio a tutti!

Siamo nella Milano dei giorni nostri, in quella zona periferica che da Greco conduce a Sesto San Giovanni. In un autobus dell'ATM, un autista, ormai stanco del suo lavoro, deve affrontare una baby gang che spaventa i suoi passeggeri. Si chiama Bruno ed è uno dei tanti laureati insoddisfatti costretti a fare un lavoro diverso da quello da cui ambivano: voleva fare il giornalista e invece guida l'autobus nella periferia di Milano. Ma non gli dispiace e non si lamenta. E' contento lo stesso: è il re del suo autobus e i suoi passeggeri sono solo spunti interessanti per i racconti che scrive. Li osserva dallo specchietto retrovisore, giorno dopo giorno, li vede invecchiare, li vede quando sono appena svegli e quando tornano dal lavoro stanchi morti, e passa il tempo ad immaginarsi la loro vita. Finché nella sua vita irrompe Margherita, con la sua vita sregolata, con i suoi problemi di memoria, con i suoi segreti. E tutto cambia. Fuori e dentro di lui.